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Un CRM italiano non è uguale ad un sistema CRM sviluppato altrove, e capire la differenza tra le due opzioni potrebbe essere un primo elemento per dipanare la matassa della software selection.

Se stai scegliendo un sistema CRM, infatti, è molto probabile che tu sia in imbarazzo. L’offerta è affollata e caotica, i costi possono variare molto e non è detto che siano proporzionali al ritorno economico: insomma, hai l’impressione di dover scegliere bendato, di notte, con la nebbia. Da ubriaco.

Se hai coscienza del passo che stai per fare, probabilmente sai bene che comprare un CRM è uno spartiacque tra il vecchio ed il nuovo modo di lavorare. Oltre al costo vivo (a volte imponente), il sistema CRM plasmerà i processi della tua azienda. Da qui l’ansia.

Questo articolo ti aiuterà a fare una prima scrematura, ovvero a scegliere tra un CRM italiano ed un software creato oltreoceano.

Ecco le principali differenze:

1) Italian style

Il CRM italiano è cucito addosso al modus operandi delle aziende italiane, e non necessariamente combacia con il modo di fare business in altre parti del mondo. Basti pensare alla gestione finanziaria, burocratica, ecc.

Un esempio: nel nostro paese ci si può rivolgere al cliente o potenziale cliente dandogli del tu o del lei, a seconda della confidenza creata. Un Crm italiano darà la possibilità di tracciare questa informazione, per evitare di fare gaffes che potrebbero incidere sulla trattativa. Un CRM straniero, questo problema non se lo pone nemmeno.

2) Personalizzazione

Un sistema CRM italiano, acquistato direttamente dalla casa madre che l’ha sviluppato, permette una flessibilità ed una personalizzazione che non è pensabile per i software standard prodotti oltreoceano.

Un esempio: voglio tracciare i vari stati di avanzamento delle mie trattative, magari per verificare quante ne ho in firma, quante sono incagliate perché il cliente non decide, ecc.

Un CRM italiano, acquistato direttamente dalla software house, mi darà presumibilmente la possibilità di inserire gli stati di avanzamento che sono peculiari della mia azienda. Un CRM standard mi darà una serie di stati di avanzamento standard la mia azienda si dovrà adattare, e non viceversa.

3) Rapporto diretto

Acquistare un CRM italiano, direttamente dall’azienda produttrice, dà la possibilità di avere un canale di comunicazione privilegiato: molto spesso i suggerimenti e le richieste dei clienti, ispirano lo sviluppo del software, le funzionalità che verranno inserite o potenziate nelle prossime release. Comprando un prodotto standard, non si avrà alcuna possibilità di condizionarne gli sviluppi.

Un esempio: molti clienti manifestano la necessità di avere uno strumento per inserire nel CRM i contatti dei visitatori durante le fiere di settore o gli eventi. La software house, vista l’esigenza diffusa, può decidere di sviluppare un tool apposito.

CRM italiano o straniero?

I CRM più diffusi al mondo sono quasi tutti statunitensi: programmi molto stabili, sincronizzabili anche con il tostapane, con case history di successo planetario.

Spesso la tentazione è di adottare, per la propria azienda di gazzosa, lo stesso CRM di Pepsi e Coca- cola, sognando di diventare il loro terzo competitor.

La risposta ovviamente non è univoca: la scelta va fatta in base al proprio obbiettivo di business, al budget, alla possibilità dell’azienda di adattarsi o meno a logiche standardizzate.

La fase più delicata della scelta del CRM rimane sempre l’analisi iniziale: farsi seguire da un consulente competente, è necessario per prendere la decisione migliore.

Se vuoi qualche consiglio personalizzato, sulla base dei tuoi processi, clicca QUI. 

 

 

 

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