Generare lead è un mestiere.  Esistono mestieri in cui, che tu sia bravo o no, nessuno se ne accorgerà mai: non è questo il caso.

Se ti occupi di lead generation, le tue performance saranno evidenti a tutta l’azienda: sarà come lavorare nudo, in una stanza di vetro, con la luce accesa, di notte.

Tralasciando questo incoraggiamento iniziale, se vuoi iniziare a generare lead per la tua azienda, sappi che ci sono parecchi metodi alla portata di chiunque: basta conoscerli ed applicarli con continuità.

I risultati verranno, anche se ci vorrà del tempo fisiologico, perché bisognerà attendere i tempi di metabolizzazione del web. Ecco quindi qualche strategia:

1. Apri un blog aziendale.

“Ma io non so scrivere. Ma io vendo fresatrici a nastro. Cosa potrò mai scrivere di affascinante sulle fresatrici a nastro?”

Niente paura: lo scopo del blog non è vincere il Pulitzer, ma generare lead. L’obbiettivo è rendere il tuo sito accessibile a chi cerca informazioni sulle fresatrici a nastro, in modo che atterri sulla tua pagina e non su quella della concorrenza.

Come si fa? Si individuano delle parole chiave per le quali si vuole essere rintracciabili (ad. esempio “fresatrici”, “fresatrici a nastro”, “attrezzi da lavoro”, “frese per legno”, ecc.) e si costruisce un articolo, possibilmente di senso compiuto, per ogni chiave di ricerca. Per comparire nella prima pagina di google ci vorrà un po’ di studio ed esercizio, ma anche le regole del SEO, come ogni cosa, si possono imparare.

Più articoli ottimizzati scriverai, più “porte” aprirai ai tuoi potenziali clienti. Generare lead ti diventerà facile come produrre fresatrici.

2. Utilizza i “freebie”.

Se vuoi leggere un articolo dedicato alla questione, clicca qui. Altrimenti ti basti sapere che la strategia consiste nel mettere a disposizione del pubblico delle risorse gratuite. Di che tipo e a che scopo?

Possono essere guide gratuite e whitepaper (per restare in tema: “come scegliere la fresatrice a nastro perfetta”), buoni sconto, periodi di prova gratuita, iscrizioni a corsi o seminari online, ecc.

Qualunque cosa possa essere cercata sul web dal tuo potenziale cliente e regalata dalla tua azienda.

A che scopo? L’obbiettivo è di ottenere il contatto di un soggetto potenzialmente interessato, che ci ceda spontaneamente i propri recapiti e le informazioni su cosa sta cercando. Lo farà, ovviamente, solo a fronte di qualcosa di suo interesse. Per banalizzare, lo scambio consiste nel: ”io dare informazioni, tu dare contatto. Così generare lead.”

3. Fai nurturing.

Hai acquisito il contatto di un potenziale cliente? Eccellente! Ora però, se non farai nient’altro, il lead non diventerà cliente per magia (salvo colpi di fortuna sfacciata).

Il “nurturing” serve proprio a questo: nutrire la relazione con il tuo potenziale cliente, senza sparire dal suo orizzonte e senza scadere nell’eccesso opposto (diventando una “piattola” digitale che lo tormenta con 5 newsletter a settimana).

Come si fa il “nurturing”? Il mio consiglio è di inviare informazioni rilevanti e costanti in modo da creare una relazione, acquisire autorevolezza, prendere posto nella testa del potenziale cliente ed accompagnarlo lungo tutto il percorso decisionale.

Mandagli informazioni su come funzionano le frese, aiutalo a decidere quale faccia al caso suo, insegnagli a distinguere il prodotto di qualità da quello scadente… E poi invitalo alla fiera, a delle dimostrazioni, cerca di conoscerlo personalmente. Generare lead non serve a niente se non li si accompagna “alla cassa”. Brutale ma vero.

4. Profila i contatti nell’ottica di generare lead.

I lead che entrano in contatto con la tua azienda non sono una massa informe di persone tutte uguali. Hanno gusti, preferenze, bisogni diversi.

La cosa più intelligente da fare è “registrare “ il contatto in qualche posto, meglio se un CRM, e aggregare al nome tutte le informazioni possibili.

E’ possibile individuare con precisione quali siano le cose per lui interessanti: basta guardare cosa ha cliccato nella newsletter, fare attenzione alle mail che apre o che ignora, ai preventivi che ti ha chiesto, ecc.

La strategia vincente consiste nell’inviare informazioni mirate in base agli interessi, e non sparare sul mucchio mandando tutto a tutti (sempre per la regola di non trasformarsi in piattole digitali).

5. Sii continuo.

Fare lead generation nei ritagli di tempo, una volta ogni cinque mesi, non è una strategia vincente.

Per generare lead ci vuole una costanza maniacale. Se un giorno mangi solo carote lesse e la settimana dopo Mc Donald tutti i giorni, non potrai dire che la dieta non ha funzionato.

Allo stesso modo, anche la lead generation richiede pazienza e tempi lunghi: non demordere e i risultati arriveranno.

Per avere un esempio pratico di come generare lead, scarica la nostra guida gratuita sulla gestione dei contatti e guarda cosa succede!

Generare lead è un mestiere.  Esistono mestieri in cui, che tu sia bravo o no, nessuno se ne accorgerà mai: non è questo il caso.

Se ti occupi di lead generation, le tue performance saranno evidenti a tutta l’azienda: sarà come lavorare nudo, in una stanza di vetro, con la luce accesa, di notte.

Tralasciando questo incoraggiamento iniziale, se vuoi iniziare a generare lead per la tua azienda, sappi che ci sono parecchi metodi alla portata di chiunque: basta conoscerli ed applicarli con continuità.

I risultati verranno, anche se ci vorrà del tempo fisiologico, perché bisognerà attendere i tempi di metabolizzazione del web. Ecco quindi qualche strategia:

1. Apri un blog aziendale.

“Ma io non so scrivere. Ma io vendo fresatrici a nastro. Cosa potrò mai scrivere di affascinante sulle fresatrici a nastro?”

Niente paura: lo scopo del blog non è vincere il Pulitzer, ma generare lead. L’obbiettivo è rendere il tuo sito accessibile a chi cerca informazioni sulle fresatrici a nastro, in modo che atterri sulla tua pagina e non su quella della concorrenza.

Come si fa? Si individuano delle parole chiave per le quali si vuole essere rintracciabili (ad. esempio “fresatrici”, “fresatrici a nastro”, “attrezzi da lavoro”, “frese per legno”, ecc.) e si costruisce un articolo, possibilmente di senso compiuto, per ogni chiave di ricerca. Per comparire nella prima pagina di google ci vorrà un po’ di studio ed esercizio, ma anche le regole del SEO, come ogni cosa, si possono imparare.

Più articoli ottimizzati scriverai, più “porte” aprirai ai tuoi potenziali clienti. Generare lead ti diventerà facile come produrre fresatrici.

2. Utilizza i “freebie”.

Se vuoi leggere un articolo dedicato alla questione, clicca qui. Altrimenti ti basti sapere che la strategia consiste nel mettere a disposizione del pubblico delle risorse gratuite. Di che tipo e a che scopo?

Possono essere guide gratuite e whitepaper (per restare in tema: “come scegliere la fresatrice a nastro perfetta”), buoni sconto, periodi di prova gratuita, iscrizioni a corsi o seminari online, ecc.

Qualunque cosa possa essere cercata sul web dal tuo potenziale cliente e regalata dalla tua azienda.

A che scopo? L’obbiettivo è di ottenere il contatto di un soggetto potenzialmente interessato, che ci ceda spontaneamente i propri recapiti e le informazioni su cosa sta cercando. Lo farà, ovviamente, solo a fronte di qualcosa di suo interesse. Per banalizzare, lo scambio consiste nel: ”io dare informazioni, tu dare contatto. Così generare lead.”

3. Fai nurturing.

Hai acquisito il contatto di un potenziale cliente? Eccellente! Ora però, se non farai nient’altro, il lead non diventerà cliente per magia (salvo colpi di fortuna sfacciata).

Il “nurturing” serve proprio a questo: nutrire la relazione con il tuo potenziale cliente, senza sparire dal suo orizzonte e senza scadere nell’eccesso opposto (diventando una “piattola” digitale che lo tormenta con 5 newsletter a settimana).

Come si fa il “nurturing”? Il mio consiglio è di inviare informazioni rilevanti e costanti in modo da creare una relazione, acquisire autorevolezza, prendere posto nella testa del potenziale cliente ed accompagnarlo lungo tutto il percorso decisionale.

Mandagli informazioni su come funzionano le frese, aiutalo a decidere quale faccia al caso suo, insegnagli a distinguere il prodotto di qualità da quello scadente… E poi invitalo alla fiera, a delle dimostrazioni, cerca di conoscerlo personalmente. Generare lead non serve a niente se non li si accompagna “alla cassa”. Brutale ma vero.

4. Profila i contatti nell’ottica di generare lead.

I lead che entrano in contatto con la tua azienda non sono una massa informe di persone tutte uguali. Hanno gusti, preferenze, bisogni diversi.

La cosa più intelligente da fare è “registrare “ il contatto in qualche posto, meglio se un CRM, e aggregare al nome tutte le informazioni possibili.

E’ possibile individuare con precisione quali siano le cose per lui interessanti: basta guardare cosa ha cliccato nella newsletter, fare attenzione alle mail che apre o che ignora, ai preventivi che ti ha chiesto, ecc.

La strategia vincente consiste nell’inviare informazioni mirate in base agli interessi, e non sparare sul mucchio mandando tutto a tutti (sempre per la regola di non trasformarsi in piattole digitali).

5. Sii continuo.

Fare lead generation nei ritagli di tempo, una volta ogni cinque mesi, non è una strategia vincente.

Per generare lead ci vuole una costanza maniacale. Se un giorno mangi solo carote lesse e la settimana dopo Mc Donald tutti i giorni, non potrai dire che la dieta non ha funzionato.

Allo stesso modo, anche la lead generation richiede pazienza e tempi lunghi: non demordere e i risultati arriveranno.

Per avere un esempio pratico di come generare lead, scarica la nostra guida gratuita sulla gestione dei contatti e guarda cosa succede!

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